Psicologo psicoterapeutaAntonio di Palma

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Fame emotiva

Emotional eating

Che cos'è la fame emotiva (emotional eating) e come si fa a riconoscerla?

Cosa c'è di meglio del mangiare quando vogliamo tirarci su o vogliamo sfuggire a delle emozioni negative?

Gli eccessi alimentari, il più delle volte, avvengono come conseguenza di stati emotivo-affettivi negativi quali rabbia, disgusto, angoscia, solitudine, depressione, noia, senso di vuoto.

La ricerca del cibo rispecchierebbe allora la ricerca di espedienti che colmino il vuoto lasciato dal bisogno e che consentano di ridurre o attenuare l'ansia.

Quando succede questo siamo davanti a episodi di Emotional Eating, caratterizzati da perdita di controllo per cui non e più il corpo a scandire cosa, quando e quanto mangiare, ma le emozioni che si provano in un determinato momento.

Questo significa che il cibo, per l'essere umano, ha una funzione non solo nutritiva ma anche emotiva e affettiva. Infatti esiste una relazione tra emozione e cibo, visto che l'attivazione emozionale determina dei cambiamenti nel comportamento alimentare.

Allora come facciamo a differenziare la fame fisiologica dalla fame emotiva (Emotional eating)?

La fame emotiva o nervosa arriva improvvisamente e pretende una soddisfazione immediata. La fame fisiologica, invece, esordisce gradualmente, dandoci il tempo di pensare a cosa mangiare.

L'Emotional Eating quasi sempre porta a eccedere nel mangiare alimenti molto calorici (grassi e dolci). La fame nervosa o emotiva ha la funzione di farci stare meglio. perché è un modo sbagliato, di mettere a tacere momentaneamente i nostri bisogni emotivi, piuttosto che lo stomaco.

Quando si è in presenza di fame fisiologica, qualunque cibo può andare bene, e viene soddisfatta quando si è sazi, senza sentirci in colpa.

Un aumento del comportamento alimentare come risposta a emozioni negative, è un comportamento disfunzionale, perchè non solo ma ne aggiunge altri come il senso di colpa, la vergogna e la frustrazione, per aver mangiato eccessivamente tanto e non essere riusciti a smettere in tempo.

Per dimagrire, quindi, non basta solamente sottoporsi a determinate diete restrittive, perché le diete da sole non bastano per perdere chili o mantenere il peso forma, ma è necessario sviluppare una maggiore consapevolezza delle situazioni o delle sensazioni che ci spingono a mangiare, senza questa consapevolezza le diete non hanno nessun senso.

La psicoterapia, in questi casi, può aiutare le persone a dimagrire, facendo prendere una maggiore consapevolezza di quali emozioni e situazioni inducono a mangiare, ingrassare e sentirsi in colpa.

Gentile visitatore/visitatrice, se desidera avere maggiori informazioni o chiedere un supporto, può chiamare al 347.0716419, o cliccare su contatti, ricevo a Ciampino, via Fratelli Wright, Roma, zona Castro Pretorio.

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