Dott. Antonio di Palma

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Come si cambia sesso?

L'iter per il cambio di sesso è un processo lungo e travagliato.

Questo breve articolo, vuole essere un valido aiuto per le persone con disforia di genere che hanno compiuto 18 anni e sono davvero convinti di voler intraprendere il processo definito: "transito di cambiamento del sesso".

Il processo di transizione, premetto, non è una fase semplice, anche se atteso da anni e carico di grandi aspettative, e quasi sempre porta a trascurare le implicazioni mediche, visto che gli interventi necessari alla transizione sono "innaturali" e qualunque cura o intervento chirurgico ha possibili effetti collaterali.

Il processo di transizione ha inizio con una serie di colloqui psicologici, per provare che si è realmente davanti ad una persona con una disforia di genere e se ci sono i presupposti, entra in gioco l'endocrinologo che prescriverà le terapie ormonali, dando così l'avvio alla fase di "real life test".

Durante il real life test il soggetto, per circa un anno, dovrà indossare i vestiti del genere opposto, scegliere un nome con il quale essere appellata/o e sperimentare concretamente come si sente nell'identità alla quale sente di appartenere.

Il trans, trascorso questo periodo, dovrà rivedere lo psichiatra e l'endocrinologo per avere le relazioni relative al percorso fino a quel momento compiuto. Ma, per poter realizzare gli interventi (se desiderati ed ora non più obbligatori, leggi anche "Cambio di sesso all'anagrafe"), ed ottenere la rettifica anagrafica, la persona trans, valendosi di un avvocato, dovrà sottoporre le proprie richieste ad un giudice.

Può accadere che il magistrato non ritenga sufficienti le relazioni prodotte dalla parte e che disponga una CTU (Consulenza tecnica d'ufficio) con aggravio di costi e tempi per la persona che subisce, così una palese ulteriore privazione della libertà di scelta e negazione del principio di autodeterminazione.

Il periodo di transizione senza i documenti validi è uno dei più complicati; infatti, in questo periodo i documenti di identità e l'aspetto della persona non coincidono, quindi in caso di ricovero in ospedale o di arresto la persona trans sarà messa nel reparto che corrisponde a quello del documento e non a quello di appartenenza.
In questo modo la privacy è costantemente negata dovendo ogni volta spiegare la propria condizione tutte le volte che è necessario presentare un documento di identità: per votare, per dare un esame universitario, per viaggiare in aereo, ma anche semplicemente per il ritiro di una raccomandata.

Una volta completata la transizione i problemi non finiscono: il cambio di codice fiscale e della carta d'identità hanno eliminato una persona e ne hanno creata un'altra ma in questo modo si è perso tutto il bagaglio di informazioni. Soprattutto da un punto di vista medico la transizione non cancella le malattie e la propria storia clinica.

Gentile visitatore/visitatrice, se desidera avere maggiori informazioni o chiedere un supporto, può chiamare al 347.0716419, o cliccare su contatti, ricevo a Ciampino e Roma, zona Castro Pretorio.

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