Psicologo psicoterapeutaAntonio di Palma

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BDSM

Il sadomasochismo consensuale

Il BDSM (sigla formata dalle iniziali di bondage e disciplina, dominanza e sottomissione e sadismo e masochismo) non è altro che il sadomasochismo sganciato da qualsiasi significato di tipo clinico o patologico.

Definire il BDSM non è cosa semplice, perché è un mondo particolarmente complesso e ancora oggi poco conosciuto, anche in campo clinico, nonostante siano in molti a praticarlo e averlo adottarlo come uno stile di vita, una vera e propria sottocultura.

Il BDSM, in breve, può essere visto come un gioco per adulti, responsabili e consapevoli, che decidono di sperimentare emozioni intense abbandonandosi al proprio partner o dominandolo.

Il BDSM, come ogni gioco, ha le sue regole. Questo insieme di giochi erotici potranno garantire un intenso coinvolgimento mentale e fisico tra i suoi partecipanti, solamente se dominante (master) e sottomesso (slave) saranno capaci di adattarsi alle reciproche aspettative di ruolo.

Il sadomaso, quindi, non più visto come una perversione individuale, che associa il piacere alla violenza e crudeltà, ma una vera e propria attività sociale e ricreativa, guidata da norme e valori specifici.

Il BDSM è in effetti, una forma di interazione sociale, un gioco delle parti che nasce dalla collaborazione attiva e paritaria tra le figure dominanti e sottomesse che vi sono coinvolte.

Il BDSM è una relazione complementare: "non c'è master se non c'è uno o una slave" amano ripetere molti che lo praticano. Ogni pratica acquista senso solo nel momento in cui viene incorniciata all'interno di una precisa sceneggiatura, come fosse una vera e propria rappresentazione teatrale.

Coloro che praticano il BDSM sanno che ogni pratica erotica è sempre frutto di un incontro collaborativo dove ognuno dei due attori lavora per ricavare dall'altro tutti quegli elementi che servono ad appagare il proprio piacere sessuale.

Tutte le pratiche sono accomunate dal concetto di SSC, questa sigla sta per sicuro, sano e consensuale. Proprio per non correre rischi, i partecipanti si accordano su una parola magica (Safe word) da usare per fermare il gioco quando il dolore diventa eccessivo o non ci sente più a proprio agio.

Il sadomasochismo, quindi, è interpretato non più come una pratica coercitiva o con il sesso estremo, ma consensuale, perché, ogni cosa deve essere detta, promessa, annunciata, accuratamente pattuita prima di essere compiuta.

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