Psicologo psicoterapeutaAntonio di Palma

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Stalking

Stalking è un termine inglese che descrive una forma di aggressione messa in atto da un persecutore (stalker) che irrompe in maniera ripetitiva, indesiderata e distruttiva nella vita privata di un altro individuo, con gravi conseguenze fisiche e psicologiche per quest'ultimo.

Se alcuni tipi di persecuzione sono tollerabili, gestibili e si risolvono in un arco di tempo relativamente breve (da uno a tre mesi), altri invece sono violenti, distruttivi e possono procurare ferite psicologiche profonde, vere e proprie sindromi da stress post-traumatico: insicurezza, paura, incubi, flashback intrusivi in cui riemergono le minacce e gli attacchi subiti.

Solitamente una persona di fronte a un rifiuto da parte dell'altro si ritira, lo stalker, a causa del suo narcisismo patologico, particolarmente sensibile al rifiuto e ai sentimenti di vergogna e umiliazione che vi si accompagnano, da inizio a una serie di strategie volte a impedire l'allontanamento della vittima e a trascinare nel tempo, anche se con modalità distorte, un legame inesistente.

Lo stalking non è un fenomeno omogeneo e non sempre gli stalker sono persone con un disturbo psichiatrico; pertanto risulta difficile far rientrare i molestatori assillanti in una categoria diagnostica precisa e identificare sempre la presenza di una vera e propria patologia mentale di riferimento. La presenza, infatti, di un quadro psicopatologico riguarda una piccola percentuale della popolazione stalkizzante.

Come intervenire quando si è una vittima di stalking? Intanto è importante dare utili strumenti, psicoeducativi, per affrontare il problema nel modo più idoneo, incoraggiando la vittima a cercare sostegno sociale e se necessario un'assistenza legale.

Altra cosa importante è quella di interrompere qualsiasi contatto con lo stalker, alla lunga questa strategia porta all'estinzione dei comportamenti persecutorii, viceversa rispondere alle telefonate, leggere le lettere o i messaggi di posta elettronica, farlo entrare in casa, non fanno che alimentare i comportamenti persecutorii.

È fondamentale informare la vittima sulle possibili reazioni che può aspettarsi dallo stalker, quindi dove necessario, sarebbe opportuno anche cambiare numero di telefono, indirizzo e-mail, cancellarsi dai social; Quando è presente un elevato rischio di violenza, sarebbe necessario traslocare o addirittura cambiare lavoro.

In alcuni casi di stalking si può pensare a un incontro tra i due, ma solo in presenza di una persona fidata e in un luogo pubblico e sicuro.

Infine, ad alcune vittime di sesso femminile si può consigliare di prendere lezioni di autodifesa, per ridurre il sentimento di impotenza e aumentare la fiducia in se stesse.

Mentre in una fase successiva è necessario, ove ci fossero, affrontare ed elaborare i vissuti e i sintomi post-traumatici: disturbi d'ansia, episodi depressivi, che possono causare gravi limitazioni funzionali e possono permanere anche quando lo stalking è terminato.

Gentile visitatore/visitatrice, se desidera avere maggiori informazioni o chiedere un supporto, può chiamare al 347.0716419, o cliccare su contatti, ricevo su appuntamento a Ciampino, via Fratelli Wright, e Roma, zona Castro Pretorio.

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