Travestitismo
Che cos’è il travestitismo? Il travestitismo è una parafilia caratterizzata dal desiderio di indossare abiti del sesso opposto. Questa parafilia è più frequente negli uomini che nelle donne.
Nel travestitismo indossare gli abiti del sesso opposto è il requisito di base per l’eccitazione sessuale. Infatti, la vestizione è usata feticisticamente per raggiungere l’eccitazione sessuale che precede un rapporto sessuale o la masturbazione.
Questo comportamento può spaziare dal semplice portare saltuariamente un particolare indumento intimo femminile sotto abiti maschili, come mutandine, culotte, autoreggenti, etc… Fino a vestirsi e truccarsi completamente come una donna, anche in presenza di altri.
Il disturbo di feticismo di travestitismo
Nel manuale diagnostico DSM-5, il travestitismo diventa un “disturbo” solo se causa un forte malessere psicologico, ansia, depressione o problemi nella vita relazionale e sociale del soggetto.
Chi manifesta un disturbo da travestitismo presenta una forte angoscia legata alla paura di essere scoperta durante l’azione di cross-dressing. Altri sono preoccupati su come spiegare la loro storia a eventuali nuovi partner. Altri ancora sono angosciati rispetto al desiderio d’interrompere i comportamenti di travestitismo.
Il maschio che fa cross-dressing colleziona di indumenti femminili che di tanto in tanto indossa. In altri casi questa parafilia si manifesta con la tendenza a indossare abiti o biancheria intima femminile, sotto i propri abiti maschili.
Alcune ricerche scientifiche hanno evidenziato come i comportamenti di cross-dressing sembrano avere inizio durante l’infanzia. Indossare indumenti femminili della madre o di una sorella più grande, suscitano nel bambino una serie di emozioni e sensazioni piacevoli ed eccitanti. Se questi comportamenti si verificano anche in in fase puberale, possono confermare il bisogno in età adulta di mettere in atto comportamenti di travestitismo per raggiungere l’eccitazione e il piacere erotico.
Un pò di chiarezza sul disturbo da travestitismo
Il cross-dressing va distinto dall’omosessualità e dal transessualismo. Nel transessualismo, infatti, la persona cerca di adattare il suo aspetto esteriore al genere sessuale sentito come proprio: i travestiti quando non si vestono da donne, sono inequivocabilmente maschili sia d’aspetto sia nel comportamento.
Il travestitismo è molto più diffuso fra gli uomini, infatti le donne che si travestono da uomini per eccitarsi sessualmente sono molte poche.
Il travestito, invecchiando è sempre meno dominato dal bisogno di raggiungere l’erezione e sempre più direttamente ossessionato dagli abiti femminili. Molto spesso, tutto quello che rimane di questa parafilia è l’interesse a guardare e occasionalmente indossare abiti femminili.
La psicoterapia strategica
Le persone che richiedono un aiuto sono spinti da condizioni di distress causate dalla messa in atto del cross-dressing. E’ facile che un soggetto richieda un intervento terapeutico nel momento in cui viene lasciato dalla partner a causa del suo forte desiderio di espletare il comportamento parafilico nell’ambito dell’attività erotico-sessuale di coppia.
Altri possono provare una forte angoscia legata alla paura di essere scoperti durante le azioni di travestimento. Altri non sanno come spiegare la loro situazione a eventuali nuovi partner. Altri invece, vorrebbero interromper questo tipo di comportamento.
L’obiettivo della terapia non è “curare” o eliminare il comportamento del cross-dressing, ma azzerare la sofferenza clinica, il senso di colpa e il disagio sociale a esso associati.
Gentile visitatore se vuole saperne di più sul travestitismo o chiedere un aiuto può chiamare al 3470716419 o cliccare su contatti. Ricevo a Ciampino, via Alessandro Guidoni, Roma, zona Castro Pretorio.

