Disortografia

Lug 29, 2015

Disortografia

Problema nella scrittura

Che cos’è la disortografia? La disortografia è un disturbo specifico della scrittura, caratterizzato dalla difficoltà a trasformare un messaggio ascoltato o pensato in linguaggio scritto, non attribuibile alla mancanza di esperienza o a deficit motori o sensoriali.

Per un bambino, un foglio bianco dovrebbe essere uno spazio di espressione. Per chi soffre di disortografia, spesso si trasforma in un campo di battaglia. Famiglie sfinite da pomeriggi passati a correggere “sempre gli stessi errori”, convinte che si tratti di pigrizia. Ma la realtà è un’altra.

Oltre l’errore

La disortografia è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) che riguarda la codifica fonologica: il passaggio dai suoni pensati ai segni tracciati. Non è mancanza di impegno, ma una difficoltà oggettiva nel gestire:

  • Confusioni tra suoni simili: il soggetto confonde i suoni e i segni alfabetici simili: M e N; F e V; T e D; B e P; L e R;
  • Omissioni e inversioni: “sana” per savana, “sefamoro” per semaforo.
  • Regole ortografiche: errori con l’H, le doppie, gli accenti o le fusioni (es. “lacqua”).

Il rischio del circolo vizioso

Dal punto di vista strategico, il problema non è solo l’errore, ma la reazione che genera. Se il bambino viene etichettato come “distratto”, scatta una trappola: il bambino si sente in colpa, l’autostima crolla e subentra l’evitamento o l’aggressività. La diagnosi precoce serve a togliere la colpa, trasformando un “fallimento personale” in una “caratteristica di funzionamento”.

Nella disortografia, come negli altri disturbi specifici dell’apprendimento, prima di una sua diagnosi gli scarsi risultati scolastici vengono attribuiti alla distraibilità, al disinteresse o allo scarso impegno, con la conseguenza che il bambino si sente anche responsabile e colpevole di questa situazione.

Diagnosticare precocemente la disortografia è fondamentale perché l’insuccesso prolungato, genera scarsa autostima e mancanza di fiducia nelle proprie capacità, ciò induce nel bambino frustrato dai suoi inspiegati insuccessi la manifestazione di una serie di disagi che vanno dalla demotivazione all’apprendimento, inibizione, aggressività.

Guida veloce per i genitori: gestire i compiti con strategia

L’obiettivo in famiglia è rompere la tensione. Ecco alcune “mosse” pratiche:
  • La Regola del Focus: Non correggete tutto. Scegliete un solo obiettivo a settimana (es. solo le doppie). Ignorate il resto per non saturare il bambino.
  • Qualità vs Quantità: Meglio tre frasi scritte bene e con successo che tre pagine piene di errori e lacrime. Accordatevi con i docenti per ridurre il carico.
  • Il Correttore come Alleato: Il computer non è un “imbroglio”. Vedere la parola che si corregge fornisce un feedback immediato che aiuta la memoria visiva molto più di una sgridata.
  • Premiare il Contenuto: Dite sempre: “Che bella idea hai avuto!” prima di segnalare un errore. Separate il valore di ciò che dice dalla forma in cui lo scrive.

Conclusione

L’obiettivo dell’intervento psicologico non è solo correggere l’ortografia, ma preservare il benessere psicologico. Quando cambiamo il modo di guardare alla difficoltà, la difficoltà stessa smette di essere un ostacolo insormontabile e diventa una sfida da gestire insieme con gli strumenti giusti.

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