Oltre la frigidità

Gen 27, 2026

Ho voltuto intitolare questo breve articolo oltre la frigidità, perché oggi questo termine non ha più senso. Nel panorama clinico e culturale odierno, il termine frigidità è considerato un concetto superato, appartenente a una visione della medicina ormai lontana. Sebbene capiti ancora di sentirlo nel linguaggio comune, la psicologia e la sessuologia moderna lo hanno definitivamente messo da parte. Il motivo è chiaro: è una parola che non descrive un reale problema medico, ma esprime un pregiudizio.

La fine di un’etichetta che colpevolizzava le donne

Per molto tempo, “frigidità” è stata una parola usata come una sentenza per definire la donna come “mancante” di qualcosa o “gelida”. Era un termine profondamente inadeguato per diverse ragioni:

  • Creava colpa: si concentrava sul carattere o sulla natura della donna, alimentando lo stereotipo della passività femminile.
  • In passato, il linguaggio medico era intriso di giudizio: proprio come per l’uomo si usava il termine ‘impotenza’ per indicarne una mancanza di forza, per la donna si usava ‘frigidità’ per indicarne una mancanza di calore. 
  • Era poco preciso: non faceva distinzione tra problemi fisici, effetti collaterali di farmaci o blIn passato, il linguaggio medico era intriso di giudizio: proprio come per l’uomo si usava il termine ‘impotenza’ per indicarne una mancanza di forza, per la donna si usava ‘frigidità’ per indicarne una mancanza di calore. occhi psicologici.

Oggi la prospettiva è cambiata: il piacere non è un obbligo o una prestazione, ma un diritto legato al benessere complessivo della persona. Siamo finalmente passati da una medicina del “giudizio” a una medicina del benessere.

L’Approccio Strategico: quando lo sforzo blocca il piacere

Come psicoterapeuti ad approccio strategico, sappiamo che le parole che usiamo creano la nostra realtà. Continuare a parlare di “frigidità” è dannoso perché trasforma un blocco passeggero in una condizione che sembra impossibile da cambiare, innescando spesso la “profezia che si autodetermina”.

Il piacere sessuale segue una logica particolare: è una risposta naturale e spontanea che non può essere comandata dalla volontà.

Quando una donna vive un momento di difficoltà e cerca di risolverlo sforzandosi di “provare qualcosa a tutti i costi”, mette in atto quella che definiamo “tentata soluzione“. Questo sforzo trasforma l’intimità in un esame, dove la mente controlla costantemente il corpo per vedere se reagisce. Paradossalmente, più ci si sforza di sentire, più si blocca quella spontaneità necessaria al piacere.

Come si mantiene il blocco

Invece di cercare etichette statiche, oggi analizziamo come il problema continua a ripetersi attraverso alcuni comportamenti comuni:

  • L’eccesso di controllo: il tentativo di forzare l’eccitazione finisce per inibirla. Il controllo razionale spegne le risposte del corpo.
  • L’evitamento: per paura di fallire o di deludere il partner, si inizia a evitare l’intimità. Questo comportamento conferma l’idea di essere “difettose”, aumentando l’ansia per l’incontro successivo.
  • La finzione: fingere l’orgasmo per rassicurare l’altro crea un senso di solitudine profonda e allontana la donna dal proprio reale piacere.

Conclusione: ritrovare la spontaneità

Oggi non ha più senso parlare di donne “frigide”. Parliamo invece di blocchi del piacere che nascono proprio dai tentativi fallimentari di sbloccarsi.

L’intervento strategico non scava nel passato alla ricerca di colpe, ma punta a interrompere questi circoli viziosi nel presente. Attraverso piccoli stratagemmi clinici e ristrutturazioni, aiutiamo la persona a allentare il controllo razionale. L’obiettivo non è “riparare” una persona rotta, ma aiutarla a smettere di fare ciò che non funziona, lasciando spazio alla natura e alla spontaneità che sono già presenti.

Gentile visitatrice visitatore, se desidera ricevere maggiori informazioni sulle disfunzioni sessuali e il modello strategico o, chiedere un supporto, può chiamare direttamente al 3470716419 o, cliccare su contatti. Ricevo a Ciampino, via Alessandro Guidoni, Roma, zona Castro Pretorio.

 

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