Adolescenti in rete: quando il virtuale diventa un riparo

Ott 10, 2022

In questo articolo parlo di adolescenza e dipendenza da Internet. Analizzo come il mondo virtuale diventa un rifugio per gli adolescenti contemporanei. In un’epoca in cui il corpo e le relazioni sociali possono generare ansie paralizzanti, la rete offre uno spazio di sperimentazione protetta. 

C’è un momento, nella vita di ogni adolescente, in cui il mondo esterno inizia a sembrare troppo: troppo rumoroso, troppo giudicante, troppo difficile da gestire per un corpo che cambia e un’identità ancora fragile. In questo scenario, il mondo virtuale non è solo uno strumento, ma diventa un vero e proprio rifugio.

Il crescente numero di adolescenti in possesso di un facile accesso alla rete, la notevole diffusione e disponibilità delle nuove tecnologie da utilizzare in qualunque momento e luogo, offre sicuramente tante opportunità, ma nasconde anche tanti rischi soprattutto tra i più giovani.

Se le nuove tecnologie possono rappresentare un’opportunità unica di incontro, vicinanza ed esplorazione, nello stesso tempo, se non adeguatamente utilizzate, possono stravolgere tutte quelle variabili emozionali che di solito sostengono la scoperta, la conoscenza, l’attesa, la seduzione e, perché no, anche la frustrazione del corteggiamento classico.

Oggi in base a quali criteri e variabili possiamo stabilire se all’interno della nostra società occidentale, l’utilizzo dei dispositivi connessi a internet da parte di un adolescente segnala un disagio, la manifestazione di aspetti regressivi, una dipendenza patologica o piùttosto una nuova normalità, anzi un comportamento adattativo, che sostiene la realizzazione dei compiti evolutivi tipici dell’adolescenza?

Le App e i Social Network permettono di costruire un’auto-rappresentazione di sé stessi, una versione potenziata di chi siamo, dove il Sé reale lascia il posto a un Sé ideale. In altri termini costruiamo un’immagine ideale di noi, che vogliamo trasmettere agli altri. Un utilizzo adeguato del mezzo diventa fondamentale, soprattutto nel periodo adolescenziale, per evitare possibili e importanti rischi per la salute fisica ed emotiva della persona.

Il rifugio virtuale

L’adolescente ha una identità ancora in formazione e la rete gli consente di dar vita a un personaggio virtuale, che gli permette di relazionarsi con il mondo esterno. Internet può rappresentare per gli adolescenti un protezione rispetto alle difficoltà che incontra nel mondo reale. Quindi, se la rete da un lato consente all’adolescente di esplorare e costruire un propria identità, dall’altro lo espone al rischio di sostituire il reale con il virtuale.

Gli adolescenti si trovano ad affrontare numerosi cambiamenti sul piano fisico, cognitivo, affettivo e comportamentale, non senza ostacoli. Infatti, durante tali esperienze possono riscontrare notevoli difficoltà, che causano disagio. La rete, quindi, potrebbe assumere una via di fuga, un rifugio per fuggire da una realtà insostenibile e angosciosa.

Internet è in grado di offrire molteplici e originali possibilità per lo svago, l’istruzione. Inoltre, offre anche diversi modi per evitare le difficoltà che si incontrano ogni giorno nel mondo reale: conflitti con il modo di pensare del mondo adulto, i primi amori, processo di autonomia e costruzione di una propria identità e di consapevolezza di sé.

L’utilizzo dell’ambiente virtuale consentirebbe all’adolescente di anestetizzare vissuti di tristezza e solitudine, tenere a distanza tollerabile le relazioni con gli altri, le angosce e il senso di inadeguatezza che ne deriva. Questo in alcuni casi può interferire con le diverse attività del mondo reale.

I ragazzi che utilizzano il web in maniera disfunzionale, mostrano un modo di comportarsi simile a una vera e propria dipendenza. Con un impatto negativo sulle più importanti attività quotidiane, in particolare, le relazioni sociali e il benessere psico-fisico.

L’anonimato e l’assenza di vincoli spazio-temporale è ciò che favorisce maggiormente l’utilizzo di Intenet da parte degli adolescenti. La rete crea uno spazio psicologico in cui il ragazzo/a può proiettare i propri vissuti e le proprie fantasie.

Oltre la dipendenza: comprendere il disagio

Più che di dipendenza, nel mio modo di lavorare preferisco parlare di una tentata soluzione disfunzionale. Che cosa significa? Significa che l’adolescente non usa il web per “vizio”, ma come strategia per gestire un problema reale: l’ansia sociale, la paura del giudizio o il senso di inadeguatezza verso un corpo che cambia.

Il paradosso sta proprio in questo: quello che inizialmente funziona come un efficace rifugio, per non sentire il dolore, col tempo diventa la prigione che impedisce di crescere.

Evitando il confronto diretto con la realtà, attraverso lo schermo, il ragazzo si protegge nell’immediato, ma finisce per confermare a se stesso la propria incapacità di affrontare il mondo fuori. In questo modo, la soluzione (rifugiarsi nella rete) diventa essa stessa il problema. Questo alimenta un circolo vizioso che blocca l’evoluzione dell’identità.

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