Il coraggio

Ott 21, 2025

Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio si alzò e andò ad aprire. Non c’era nessuno. (Martin Luther King)

Il coraggio è l’antagonista della paura, ma non il suo contrario. Di fronte a un ostacolo che ci spaventa, il coraggio è ciò che attiva le nostre risorse per superarlo.

Uno dei campi dove il coraggio è stato maggiormente studiato è sicuramente quello militare. Paradossalmente i soldati più coraggiosi non sono quelli che non provano paura, ma quelli che nonostante la paura, che provano, non si lasciano bloccare da questa.

Stanley Rachman descrive il coraggio come il nostro modo di comportarci quando avvertiamo la paura. Quindi il coraggio non sta a indicare l’assenza di paura, ma ci dice cosa ce ne facciamo della paura che stiamo sperimentando. In breve, Il coraggio è ciò che siamo in grado di fare nonostante la paura.

A questo proposito è importante riportare l’episodio che Victor Frankl era solito citare nelle sue conferenze. Egli raccontava, che durante la 1° guerra mondiale un aristocratico colonnello tedesco e il medico del suo reggimento, un ebreo, si trovavano sotto il fuoco insistente dei russi.

Il colonnello guarda il medico e dice, con tono a metà tra l’ironico e il compassionevole: “Via ammetti dunque che hai paura. Proprio in questo si dimostra l’inferiorità della razza ebraica”. Al che il medico: “Si, paura ce l’ho davvero. Ma non so fino a che punto questo dimostri qualcosa sulle razze. Perché se tu signor colonnello, avessi la paura che ho io, saresti già scappato da un bel po’.

La paura guardata in faccia si trasforma in coraggio, la paura evitata diventa timor panico.

Già diversi secoli fa i sumeri avevano capito, come si legge su una antica tavoletta ritrovata che: “La paura guardata in faccia si trasforma in coraggio, la paura evitata diventa timor panico”. Mentre oggi tendiamo a controllare tutto anche quei fenomeni che per la loro natura non possono essere controllate.

Un giorno le lepri, riunite tutte insieme, si lamentavano fra loro della loro vita così incerta e piena di paure: esse sono infatti preda degli uomini, dei cani, delle aquile e d’altri numerosi animali. Meglio dunque farla finita una volta per sempre, piuttosto che vivere con tanta paura.

Presa questa decisione, si lanciarono tutte insieme alla volta di uno stagno, per buttarsi dentro e annegare. Le ranocchie, che stavano accoccolate intorno allo stagno, non appena sentirono il rumore della loro corsa, balzarono immediatamente nell’acqua. E allora una delle lepri, più saggia delle altre, disse: “Coraggio, compagne! Avete visto? Ci sono animali che hanno paura persino di noi.

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