Il conflitto coniugale: come va risolto

Feb 17, 2026

In questo articolo intitolato “il conflitto di coppia“, il mio intento è quello di spiegare che la sofferenza coniugale risiede nelle tentate soluzioni ridondanti: quei comportamenti che mettiamo in atto per risolvere un problema, ma che finiscono per alimentarlo.

Per essere più chiaro, nella vita di coppia, il conflitto non è il segnale che il legame si è spezzato, ma un incastro di buone intenzioni che hanno preso una direzione sbagliata. Ci si ritrova prigionieri di una dinamica dove ogni gesto, anche il più sincero, sembra allontanarci invece di avvicinarci. Non siamo di fronte a un’incompatibilità caratteriale, ma a un “gioco” che ha preso il sopravvento sui giocatori.

Quando il fare di più non basta

Quando qualcosa non va, istintivamente tendiamo a fare “di più” di ciò che pensiamo sia giusto. È una logica che funziona bene con gli oggetti: se ho freddo, aggiungo una coperta; se ho ancora freddo, ne aggiungo un’altra. Più coperte metto, più avrò caldo.

Ma nei sentimenti questa logica ci tradisce. Se sento il mio partner lontano, cerco di spiegargli le mie ragioni. Se lui continua a non capirmi, io spiego ancora meglio, parlo di più, insisto. Penso che aggiungendo dosi di spiegazioni, prima o poi lui capirà. Invece accade il contrario: più io spiego, più l’altro si sente sotto pressione e si allontana. È come usare una chiave che non gira: non serve spingere con più forza, rischiamo solo di spezzarla nella serratura. Dobbiamo cambiare chiave.

Il cuore della sofferenza risiede spesso nella lotta per sentirsi riconosciuti. In un momento di crisi, ognuno costruisce la propria verità e cerca disperatamente di farla capire al partner. Ci si ritrova così in un gioco di specchi:

  • Lui si chiude in se stesso per proteggersi da quelle che vive come critiche.
  • Lei alza i toni perché sente il bisogno di essere ascoltata.

Entrambi si sentono in difesa, convinti di stare solo reagendo a un torto subìto. In questo cerchio chiuso, cercare chi ha iniziato è inutile: non ci sono colpevoli, ma solo due persone che, nel tentativo di difendersi, finiscono per ferirsi a vicenda.

Il tentativo più generoso che una coppia fa è quello di sedersi a un tavolo per dirsi cosa non va. Ma quando la ferita è aperta, anche questo “parlare del rapporto” rischia di diventare benzina sul fuoco.
Spiegare al partner cosa ci fa soffrire o come dovrebbe comportarsi viene spesso percepito come un’accusa. Così, quello che doveva essere un chiarimento si trasforma nell’ennesima battaglia. È il paradosso del conflitto: più ci sforziamo di uscirne usando la logica e le spiegazioni, più affondiamo.

Risolvere il conflitto con la psicoterapia breve strategica

Il problema non è il disaccordo, ma le tentate soluzioni che si sono ripetute fino a diventare una prigione. Come psicoterapeuta strategico, il mio compito non è scavare nel passato alla ricerca di colpe, ma aiutarvi a cambiare i movimenti nel presente.

Se la modalità che state usando per risolvere il problema non funziona, non serve insistere: serve iniziare a fare qualcosa di diverso, anche di piccolissimo. Rompere la rigidità della lite significa deporre le armi della ragione per ritrovare il partner. Perché in una coppia, quando uno dei due “vince” una discussione, hanno perso entrambi.

Se vi sentite bloccati in questo labirinto, ricordate che il primo passo non è capire chi ha ragione, ma accettare che la strada percorsa finora non vi sta portando dove desiderate. Cambiare le regole del gioco è l’unico modo per salvare i giocatori.

Il problema non è il disaccordo, ma le tentate soluzioni ridondanti: quei comportamenti che mettiamo in atto per risolvere il conflitto, ma che finiscono per alimentarlo. Per uscire dal labirinto non serve “capire di più”, serve agire diversamente. Rompere la rigidità del conflitto significa deporre le armi della logica per ritrovare l’incontro.

Gentile visitatrice visitatore, se desidera ricevere maggiori informazioni su come risolvere il conflitto di coppia e il modello strategico, può chiamare direttamente al 3470716419 o, cliccare su contatti. Ricevo a Ciampino, via Alessandro Guidoni, Roma, zona Castro Pretorio.

 

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