Effetto Forer ed effetto Barnum

Ott 28, 2025

L’effetto Forer e l’effetto Barnum sono due termini che si riferiscono allo stesso fenomeno psicologico, ovvero la tendenza delle persone ad accettare descrizioni generiche e vaghe della propria personalità come se fossero uniche e specifiche per loro.

Il primo effetto deve il proprio nome allo psicologo Bertram Forer che alla fine degli anni ’40 in un breve articolo espose quello che scaturì dal suo esperimento intitolato “La fallacia della convalida soggettiva: una dimostrazione di credulità in aula”.

L’effetto Barnum, invece, è un sinonimo nato successivamente. Questo effetto prende il nome dal famoso impresario e showman americano, Phineas Taylor Barnum, l’idatore del famoso detto “Abbiamo qualcosa per tutti”. Questo slogan riflette l’idea di affermazioni universali che si adattano a chiunque.

In sintesi, l’effetto Forer e l’effetto Barnum descrivono lo stesso fenomeno, ma il primo è nato in ambito psicologico, mentre il secondo è un termine più popolare e ampiamente utilizzato.

L’esperimento di Forer

Forer aveva somministrato a 39 studenti di un corso di psicologia, un test di personalità denominato “Questionario diagnostico degli interessi”. In seguito, restituì agli studenti un profilo di personalità, apparentemente scaturito dalle risposte al test, ma in realtà erano stato compiato da comuni riviste di astrologia era identico per tutti.

Il profilo era composto da affermazioni del tutto vaghe, divenute in seguito un punto di riferimento per tutti i “cultori” dell’effetto Forer e, per questo, ancora oggi utilizzate non solo in manuali di psicologia e testi divulgativi, ma anche in tanti ambiti della società. Dopo aver dato ai vari studenti il loro profilo Forer chiede di valutare l’accuratezza del profilo su una scala da zero a cinque, ottenendo una valutazione media di 4,26 (92%), un punteggio altissimo, che fu confermato anche da successive repliche dell’esperimento.

In pratica, l’esperimento dimostra che gli individui, davanti a una descrizione generica della personalità, tendono ad adattarla alla propria. E’ come se la descrizione è rivolta unicamente alla loro personalità, nonostante la vaghezza della descrizione la renda adattabile a un numero molto ampio di individui.

Quante volte ci è capitato di leggere l’oroscopo e di pensare che si adattava a quello che stavamo vivendo in quel periodo. Questo viene spiegato da Forer, perché gli individui non si differenziano tra loro per il possesso o l’assenza di determinati tratti di personalità. Tutti presentano gli stessi tratti di personalità. Ciò che cambia è il grado con cui questi tratti si manifestano in ogni singolo individuo.

L’individuo, in altre parole, è una configurazione unica di caratteristiche non uniche, trovabili in tutti in misura variabile. Ecco perché nelle affermazioni “universalmente valide”, ognuno può trovare qualcosa per sé.

Per dirla con gli psicologi Marks e Kammann (1980): “Le nostre personalità non sono fisse e costanti come pensiamo di solito”. Ognuno di noi è timido in certe situazioni, spavaldo in altre, bravo a fare certe cose, incapace in altre, generoso un giorno, egoista il giorno dopo, indipendente in un gruppo di persone e conformista in un altro gruppo. Di conseguenza è facile trovare degli aspetti di noi stessi che coincidono con un’affermazione vaga.

Da un certo punto di vista, commenta Forer, “una affermazione universalmente valida descrive un gruppo culturale piuttosto che un dato psicologico personale”.

Le implicazioni critiche dell’effetto Forer non appartengono solamente alle pseudoscienze o a altre discipline controverse. Affermazioni universalmente valide convalidate soggettivamente, infatti, sono impiegate in molti ambiti della vita quotidiana e perfino nelle scienze umane.

Per brevità di esposizione, mi limiterò a tre esempi che riguardano la pubblicità, la politica e la psicologia.

In ambito pubblicitario, sfugge a volte il fatto che slogan e campagne si basano quasi sempre su affermazioni che invitano a essere unici attraverso un atto di acquisto, rivolto paradossalmente a una massa di potenziali acquirenti. Tutti questi slogan invitano verso aspirazioni universali – tutti crediamo di essere unici, tutti pensiamo di essere anticonvenzionali e imprevedibili: “Bevi fuori dal coro”. Tutti siamo a favore del cambiamento – spacciandole per scelte uniche che, invece, promuovono comportamenti di massa, altamente prevedibili e convenzionali, come guidare una automobile.

Lo stesso avviene in politica. Gli slogan politici, solitamente indirizzati a target demografici e tipologici specifici, ricorrono spesso a contenuti “buoni per tutti” che i potenziali elettori fanno propri al momento di votare.

In ambito psicologico, infine, l’effetto Forer è stato chiamato in causa per criticare celebri test di personalità. Test del genere, infatti, generano profili di personalità che, certe volte, non sembrano molto diversi da quelli di un comune astrologo, soprattutto quando sono utilizzati in contesti aziendali o lavorativi.

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