Nelle cosiddette dipendenze comportamentali o New Addiction l’oggetto del desiderio non è una droga, ma un comportamento. Parliamo di attività che fanno parte della nostra vita: shopping, gioco d’azzardo, internet, lavoro, sesso o relazioni affettive.
Siamo abituati a pensare alla dipendenza come a qualcosa legato esclusivamente alle sostanze. Eppure, oggi le sfide più insidiose per la salute mentale si nascondono in attività quotidiane, lecite e socialmente accettate.
Le dipendenze comportamentali sono anche chiamate “dipendenze sociali”, perché non c’è nessun divieto, nessuna violazione, ma sono comportamenti socialmente accettati e spesso incoraggiate dalla società. Tuttavia, il meccanismo cerebrale è identico: il bisogno immediato di gratificazione per colmare un vuoto o anestetizzare un disagio
Le New Addiction consistono nell’immediato bisogno di dover praticare un’attività, di dover mettere in atto un comportamento per cercare immediata soddisfazione ad un bisogno. Quindi, anche se non si fa uso di droghe, gli effetti sono molto simili.
Il rischio invisibile
Il vero pericolo delle New Addiction è la loro capacità di mimetizzarsi. Chi ne soffre raramente mostra i segni classici dell’emarginazione sociale. Questo significa che nessuno è immune: il professionista che lavora 15 ore al giorno o lo studente sempre connesso potrebbero stare vivendo una forma di dipendenza senza che nessuno intorno a loro se ne accorga. Questo significa che ognuno di noi è a rischio di sviluppare una forma di dipendenza.
Come possiamo fare prevenzione o curare queste nuove dipendenze sociali? Si può vietare a una persona di fare shopping? Di utilizzare internet o il cellulare? O ancor di più lavorare o giocare?
Le conseguenze
Le dipendenze comportamentali hanno conseguenze molto gravi per il soggetto per la sua famiglia. Infatti, influenzano massicciamente l’aspetto economico, emotivo, cognitivo e sociale:
- economico, impoverimento del patrimonio, dovuto alle spese che interessano direttamente il comportamento oggetto della dipendenza e in alcuni casi a perdita del posto di lavoro.
- emotivo, incapacità di gestione dei sentimenti e delle emozioni. Si tende a sviluppare sentimenti negativi: sensi di colpa, vergogna, depressione, perdita di scopi per la propria vita.
- cognitivo, difficoltà di attenzione, mancanza di concentrazione, prontezza mentale, vivacità e vigilanza. Intromissione di pensieri e fantasie non desiderate, distorsioni del modo di pensare. Si è portati a mentire, negare, razionalizzare, minimizzare e proiettare. A questo si associano pensieri disfunzionali, vergogna, inadeguatezza e bassa autostima.
- sociale, difficoltà a interagire, incapacità di aprirsi agli altri, di relazionarsi, comprendere i propri stati emotivi, pensieri e bisogni. Un isolamento progressivo, e l’instaurazione di amicizie superficiali o manipolative. L’interesse, in questo tipo di relazioni, è rivolto quasi esclusivamente a quello che si può ottenere dagli altri. Inoltre si riscontrano gravi problemi nelle relazioni matrimoniali dovuti a trascuratezza o comportamenti provocatori ed aggressivi.
La psicoterapia ha come scopo quello di indirizzare la persona verso una prospettiva che gli permetta di spostare la sua attenzione verso nuove soluzioni creative, invece di esaurire le proprie risorse nello sforzo di combattere la propria ‘dipendenza’.
Gentile visitatore visitatrice, le dipendenze sono dei rifugi per sfuggire a delle situazioni angosciose o dolorose. Per avere maggiori informazioni o chiedere un aiuto può chiamare al 3470716419 o, cliccare su contatti. Ricevo su appuntamento a Ciampino, via Alessandro Guidoni, Roma, zona Castro Pretorio.









