Sicurezza: dote o allenamento?

Mar 24, 2026

Sicurezza: dote o allenamento? C’è una credenza diffusa, tanto comune quanto errata: quella che esistano persone “nate sicure” e altre destinate a restare nell’ombra. La realtà è molto diversa. La sicurezza non è un marchio di fabbrica genetico, ma il risultato di un allenamento costante con la realtà.

La sicurezza personale non è un dono di nascita, così come non lo è il suo contrario: l’insicurezza. Non si nasce sicuri, così come non si nasce insicuri, ma lo si diventa attraverso le esperienze vissute che ci portano a scoprire (o a ignorare) le nostre risorse e capacità personali.

Oltre il mito del talento: la metafora del muscolo

Nessuno viene al mondo con la certezza di farcela. Possiamo pensare alla fiducia in noi stessi come a un muscolo: se lo esercitiamo affrontando sfide quotidiane, si tonifica; se evitiamo il confronto per paura, si atrofizza. La sicurezza, quindi, non è un trofeo da mettere in bacheca, ma una competenza che va alimentata ogni giorno attraverso l’azione.

Pertanto, la sicurezza personale non è un traguardo raggiunto una volta per sempre, ma una capacità da coltivare costantemente attraverso l’azione e il confronto con la realtà.

Il cervello plastico: oltre il copione infantile

Le radici dell’insicurezza affondano spesso nei messaggi ricevuti da bambini. L’iperprotezione, pur nascendo dall’amore, comunica un messaggio silenzioso: “Non sei in grado di farcela da solo”

Tuttavia, queste non sono sentenze definitive. Grazie alla neuroplasticità, il nostro cervello è aperto al cambiamento per tutta la vita. L’insicurezza non è un “difetto di fabbrica”, ma un circuito neuronale rinforzato dall’evitamento. Possiamo letteralmente rimodulare la nostra mente creando nuove connessioni attraverso l’esperienza.

L’insicurezza personale comincia a strutturarsi sin da bambini. In questa fase delicata, non siamo ancora responsabili delle nostre azioni, ma lo sono gli adulti che ci educano. I messaggi che riceviamo dai caregiver agiscono come i primi “istruttori” del nostro senso di efficacia:

  • L’incoraggiamento all’autonomia permette di testare i propri strumenti.
  • L’iperprotezione o la svalutazione, al contrario, comunicano implicitamente un messaggio di incapacità: “Non puoi farcela da solo”.

Dall’incapacità appresa alla responsabilità adulta

Per ritonare al titolo di questa pagina, “Sicurezza: dote o allenamento”,  se nell’infanzia subiamo l’impronta educativa altrui, nell’età adulta abbiamo la possibilità di ri-allenare quel muscolo rimasto fermo.

Uscire dalla trappola dell’insicurezza non significa analizzare all’infinito il passato, ma iniziare a piccoli passi a sfidare la percezione di incapacità. Solo smettendo di evitare le situazioni temute e ricominciando a “fare”, possiamo trasformare l’insicurezza in una nuova, solida competenza personale.

Gentile visitatore/visitatrice, se desidera avere maggiori informazioni o chiedere un supporto, può chiamare al 347.0716419, o cliccare su contatti. Ricevo su appuntamento a Ciampino, via Alessandro Guidoni, Roma, zona Castro Pretorio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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