L’ansia in adolescenza è una delle emozioni provata più frequentemente. Questo perché è una fase della vita caratterizzata da incertezze e instabilità, che riguardano la vita mentale, il corpo e le relazioni.
Durante l’adolescenza, proprio come avviene nell’adulto, l’ansia può manifestarsi in diverse forme. Tra queste abbiamo, il disturbo d’ansia generalizzata, il disturbo di panico, il disturbo ossessivo compulsivo, il dismorfismo corporeo, che riguarda pensieri e preoccupazioni ossessive intorno agli aspetti corporei (obesità, magrezza, statura, grossezza delle gambe e fianchi) e lo sviluppo di condotte fobiche.
L’ansia in adolescenza è la manifestazione di una lotta tra il desiderio di maggiore autonomia, di maggiore responsabilizzazione, la voglia di diventare adulti, di allontanarsi dai genitori, non solo in termini simbolici, ma anche concreti, e le difficoltà che si incontrano nel realizzare tutto questo.
Ho più volte sottolineato che l’ansia è un’emozione che entro certi livelli è funzionale, nel senso che aiuta a funzionare meglio, ma in alcuni casi può diventare pervasiva e invalidante.
L’ansia, quindi, ha il vantaggio secondario di rallentare o bloccare questo passaggio. Ha il potere di riportare le lancette al periodo precedente, a un livello di vicinanza che soddisfa entrambe le parti, genitori e figli.
La sintomatologia ansiosa riunisce e porta a stare molto vicini, tanto da consegnare nelle mani dei genitori funzioni e abilità che proprio mentre si stavano sviluppando, vengono meno, indebolendo la spinta alla crescita, alla separazione e all’autonomia. La mamma, per esempio, può trascurare tutte le sue cose, anche il lavoro per stare vicino al figlio/a, non lo lascia mai solo, corre da lui appena ne ha bisogno è sempre disponibile e rassicurante, in questo modo ripristina una vicinanza che era a rischio.
Il sostegno psicologico
Il sostegno psicologico in questa fase è molto importante, per riflettere sull’effetto potenzialmente antievolutivo che i disturbi d’ansia possono avere sui figli e sui genitori. Risulta fondamentale comprendere con i genitori i vissuti profondi e gli affetti che tale condizione sollecita, per individuare le ragioni che possono, in modo inconsapevole, far sì che tutto resti bloccato, fermo. La terapia ha lo scopo di stimolare dei cambiamenti anche nei comportamenti dei genitori in funzione dei bisogni evolutivi dell’adolescente.
il giovane che soffre d’ansia o di attacchi di panico o di sintomi somatici fatica a esplorare il mondo, la notte e le relazioni con i pari. In questo modo non si concede la dimensione simbolica e concreta del viaggio, che porta lontano da casa e dall’appartenenza familiare.
È fondamentale prendere in considerazione tutte le circostanze precedenti e contingenti al periodo in cui l’ansia si è manifestata. Inoltre, è molto importante comprendere quali sono i vantaggi secondari che essa comporta, per meglio delineare un quadro della crisi evolutiva connessa e sottesa agli attacchi ansiosi e indirizzare il percorso psicoterapeutico.
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