La teoria dell’attaccamento è importante non solo perché fornisce una descrizione sul come si formano gli stili di attaccamento, ma anche perché fornisce al clinico elementi utili a capire come la qualità di tale legame condizioni la vita di un individuo, nel bene e nel male.
L’interazione precoce tra neonato e caregiver
Nei primi mesi di vita, i neonati dipendono totalmente dagli adulti che si prendono cura di loro. Non dobbiamo tuttavia pensare a una dipendenza passiva: il neonato è già un individuo attivo. È infatti dotato di predisposizioni biologiche innate, utili ad apprendere come riconoscere le figure di accudimento e a indurle a fornire le cure di cui ha bisogno.
Allo stesso modo, la madre si dimostra in grado di interagire con il bambino attraverso risposte istintive, anch’esse basate su meccanismi di natura neurobiologica. Fin dai primi giorni di vita si attiva così una socializzazione reciproca, da cui emerge la capacità materna di comprendere e rispondere immediatamente agli stimoli e ai bisogni del piccolo.
In questa prospettiva, assume un’importanza fondamentale la dimensione relazionale e comunicativa insita nella responsività materna, che compare in modo spontaneo, senza alcun bisogno di addestramento.
Diversi studi hanno evidenziato come la modalità con cui una madre rispecchia e regola le sue emozioni in base a quelle del suo bambino, andranno a influire sul tipo di attaccamento che il bambino svilupperà:
- Attaccamento sicuro;
- Attaccamento insicuro ambivalente;
- Attaccamento insicuro evitante;
- Attaccamento insicuro disorganizzato
Effetti dell’attaccamento sullo sviluppo futuro del bambino
Le modalità con cui si entra in relazione con le figure di attaccamento hanno un ruolo cruciale sul modo in cui l’individuo, da adulto, interagirà con il mondo esterno.
È proprio la maniera in cui i genitori si rapportano con il figlio a determinare la costruzione di schemi cognitivi interpersonali. John Bowlby definisce questi schemi “Modelli Operativi Interni” (MOI).
I modelli operativi interni rappresentano la lente attraverso cui l’individuo interpreta le informazioni del mondo esterno e condizionano il suo comportamento nelle situazioni nuove.
Una buona qualità del legame di attaccamento fornisce al bambino una base sicura su cui poter contare in caso di bisogno e da cui poter partire per esplorare l’ambiente. Come affermava lo stesso Bowlby (1973):
Non solo i bambini, ma anche gli esseri umani di tutte le età sono oltremodo felici e in grado di estrinsecare le loro capacità con il maggior vantaggio possibile quando sono sicuri che dietro di loro ci sono una o più persone che li possono aiutare in caso di difficoltà. La persona fidata fornisce una base sicura su cui appoggiarsi per poter agire.
Il ruolo dei genitori: essere una base sicura
I genitori dovrebbero fornire al bambino, fin dalla nascita, l’affetto e le cure necessarie a renderlo sicuro nelle relazioni future e nell’esplorazione della realtà sociale. Questo facilita lo sviluppo di un’immagine di sé degna di amore e di attenzione. Un bambino che si sente amato, valorizzato e considerato “speciale” impara a percepirsi come una persona forte, competente e meritevole di cure.
La caratteristica più importante dell’essere genitori è proprio garantire questa base sicura. Il bambino o l’adolescente deve poter partire per esplorare il mondo esterno sapendo con certezza di poter ritornare in un luogo dove sarà il benvenuto, nutrito sul piano fisico ed emotivo, confortato se triste e rassicurato se spaventato. In breve, il ruolo dei genitori è essere disponibili: esserci quando si è chiamati in causa per incoraggiare e dare assistenza, intervenendo attivamente solo quando è chiaramente necessario.
Il cambiamento attraverso il trattamento psicoterapeutico
I Modelli Operativi Interni non sono statici: sono strutture mutevoli che possono andare incontro a profondi processi di riorganizzazione. Nel corso della vita, un individuo non rimane mai uguale a se stesso. Il cambiamento dipende molto dagli incontri e dalle esperienze strutturanti che si fanno: la vita di coppia, diventare genitori, l’elaborazione di lutti, le malattie, le esperienze traumatiche e, non ultima, la psicoterapia.
In ambito clinico, il terapeuta si impegna a promuovere il benessere della persona costruendo un rapporto empatico. Svolge una funzione analoga a quella di una madre, offrendo al paziente una base sicura da cui partire per esplorare il proprio mondo interno e relazionale.





