L’agorafobia con attacchi di panico è un disturbo che può condizionare profondamente l’esistenza, limitando la libertà personale e trasformando le azioni quotidiane in sfide insormontabili. Chi ne soffre vive nel costante tentativo di gestire la paura di sentirsi male o di perdere il controllo, finendo per strutturare la propria vita attorno a questa sofferenza.
Se ti riconosci in questa descrizione, sappi che non sei solo e che esiste un modo per interrompere questo circolo vizioso.
I sintomi dell’agorafobia: il controllo che perde il controllo
Chi soffre di agorafobia si trova spesso in uno stato di ipervigilanza costante. L’attenzione si focalizza sull’ascolto del proprio corpo nel tentativo di controllare ogni singola reazione fisica spontanea.
La preoccupazione principale diventa quella di ridurre o azzerare le sensazioni percepite come pericolose o minacciose. Questo porta a mettere in atto due precise strategie difensive che, purtroppo, alimentano il problema invece di risolverlo:
- L’evitamento: si evitano sistematicamente i luoghi e le situazioni che generano timore. Tra i comportamenti più comuni ci sono la difficoltà a guidare in autostrada, attraversare gallerie o ponti, prendere aerei, treni o ascensori, frequentare spazi aperti e affollati, fino alla rinuncia a uscire di casa da soli.
- La richiesta di aiuto: si tende ad affrontare le situazioni temute solo se accompagnati dal partner, da un familiare o da amici fidati, pianificando la giornata in modo da avere sempre una rete di protezione.
Quando il rimedio diventa il vero problema
Ciò che spesso non si sa è che proprio il continuo evitare, il chiedere aiuto e il parlare costantemente delle proprie paure sono i meccanismi che alimentano il problema e lo mantengono nel tempo.
In psicoterapia, questi comportamenti vengono chiamati tentate soluzioni disfunzionali. Nel tentativo di scongiurare il panico, la persona mette in atto strategie che, paradossalmente, lo innescano e lo complicano.
Ad esempio, chiedere continuamente aiuto crea intorno a sé una fitta rete di persone pronte a intervenire. Se da un lato questo fa sentire protetti sul momento, dall’altro comunica implicitamente a se stessi che non si è in grado di farcela da soli, indebolendo l’autostima e peggiorando il disturbo.
Quasi sempre i soggetti che soffrono di attacchi di panico con agorafobia cercano di affrontare il loro problema con l’aiuto della compagna o compagno o amici. Inoltre pianificano la loro vita in modo da non esporsi alle situazioni pericolose. Si evita di guidare in autostrada, di fare gallerie, ponti, prendere aerei, treni ascensori. Inoltre, si evita di frequentare spazi aperti e affollati, luoghi chiusi e piccoli come gli ascensori e a non uscire di casa, se non accompagnati. Questo li porta a condurre un’esistenza protetta e limitata.
Quello che in breve accade, è che il continuo e ripetuto evitare, chiedere aiuto, divulgare le paure, diventa pian piano quello alimenta il problema e lo mantiene nel tempo. In breve, chi lamenta il problema, non sa, che sono proprio questi tentativi per evitare gli attacchi di panico, che innescano quello che si vuole scongiurare a tutti i costi: cioè il panico.
L’approccio Strategico per superare i tuoi limiti
Il trattamento psicologico ha lo scopo di bloccare questi comportamenti disfunzionali (tentate soluzioni) e consentire al sistema di risanarsi da solo. La psicoterapia strategica, quindi, parte dall’assunto che l’interazione tra un problema e quello che si fa per risolverlo costituisce un ciclo che si autoalimenta.
In breve, è possibile spiegare la resistenza e la persistenza di un problema proprio attraverso quello che facciamo per risolverlo.
Facciamo un esempio: una persona che ha paura di sentirsi male fuori di casa cercherà di uscire il meno possibile da sola per evitare possibili sintomi. Di conseguenza, sarà portata a cercare compagnia sia fuori che dentro casa, arrivando alla fine a evitare quasi tutto. Questa condizione, paradossalmente, porterà però a un aumento delle situazioni di paura: concentrarsi a evitare ogni minimo allontanamento o momento di solitudine creerà il panico.
Come possiamo ben capire, questo tipo di soluzione retroagisce sul problema complicandolo. Ancora, la forte paura della sintomatologia porta le persone a chiedere continuamente aiuto e a creare intorno a sé una fitta rete di individui pronti a intervenire in stato di necessità. È facile comprendere come questa patologizzazione della situazione porti a un graduale peggioramento del problema perché aiutando qualcuno, pur con le buone intenzioni, si comunica implicitamente che lo si reputa “malato”.
Contatti e informazioni
Gentile visitatrice visitatore se desidera avere maggiori informazioni o chiedere un supporto su “agorafobia con gli attacchi di panico” può chiamare al 347 0716419 o cliccare su contatti. Ricevo su appuntamento a Ciampino, via Alessandro Guidoni, Roma, zona Castro Pretorio.
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