L’omosessualità  non è una malattia

Ago 4, 2015

L’omosessualità non è una malattia

Oggi sappiamo con certezza scientifica che l’omosessualità non è una malattia, bensì una declinazione del tutto naturale del modo in cui gli esseri umani amano e si relazionano. Di conseguenza, l’orientamento di una persona non può – e non deve – essere modificato. I tentativi di farlo, come le cosiddette terapie di conversione, non sono solo totalmente inutili, ma producono gravi danni psicologici.

I comportamenti sessuali tra persone dello stesso sesso, cioè omosessuali, solo di recente vengono considerati “normali”. Per decenni sull’omosessualità sono state formulate e sostenute teorie scientificamente infondate. Oggi per fortuna parlare di omosessualità in termini patologici, almeno in campo scientifico, sembra quasi preistoria.

Il miracolo del 1973

Il vero cambio di rotta avviene nel 1973. Con la rimozione dell’omosessualità dal manuale diagnostico (DSM), la psichiatria ha compiuto una svolta epocale. Fino ad allora l’omosessualità era considerata una malattia. In quanto tale era classificata come perversione sessuale da curare.

Come sottolineava con ironia Paul Watzlawick, uno dei padri dell’approccio strategico, in quel preciso momento milioni di persone in tutto il mondo sono “guarite” all’istante con un semplice tratto di penna. E’ avvenuto uno dei più grandi miracoli nella storia dell’umanità. Questo evento ci dimostra in modo lampante come le etichette diagnostiche possano creare o distruggere una realtà.

Dal “perché” al “come”: disinnescare il pregiudizio

Nonostante i progressi scientifici, il pregiudizio e l’ostilità rimangono radicati. Questo rifiuto sociale colpisce la gente comune, gli esperti e spesso viene interiorizzato dagli stessi omosessuali, che si trovano a sviluppare atteggiamenti negativi verso la propria condizione.
Invece di cercare le cause dell’orientamento sessuale, la moderna pratica terapeutica si concentra sul funzionamento del problema: come agisce il pregiudizio, in che modo viene interiorizzato e come disinnescare le risposte disfunzionali che alimentano il disagio.
Il focus clinico si sposta quindi su domande operative:
  • Come funziona il meccanismo dell’omofobia interiorizzata?
  • In che modo le tentate soluzioni della persona e dell’ambiente circostante alimentano la sofferenza anziché risolverla?

Il filosofo greco Epitteto, già 2000 anni fa, affermava una verità centrale per la psicoterapia: Non sono le cose in sé che ci creano problemi, ma le opinioni che abbiamo delle cose. Mai massima fu più profetica. Non è l’orientamento sessuale a creare sofferenza, ma il modo in cui esso viene percepito, giudicato e vissuto a causa degli schemi culturali e personali.

Contatti e informazioni

Gentile visitatore/visitatrice, se desidera avere maggiori informazioni o chiedere un supporto, può chiamare al 347.0716419, o cliccare su contatti. Ricevo su appuntamento a Ciampino, via Alessandro Guidoni, Roma, zona Castro Pretorio.

Dove Siamo

Ciampino

Roma