Psicosomatica
Che cos’è la psicosomatica? Posso iniziare col dire che il termine “psicosomatica” si compone di due parole di origine greca – psiche che vuol dire “anima” e soma che significa “corpo”. Concetto che sta a indicare lo strettissimo legame tra questi due entità, in costante e reciproca influenza.
In altri termini, corpo e mente non sono due mondi separati, ma sono due parti in continua comunicazione, che si influenzano continuamente, quindi, l’uomo è una unità psicosomatica.
Fin dall’antichità è noto che i sentimenti e le emozioni hanno una forte ripercussione sull’organismo. Già nel IV secolo a c, Ippocrate di Cos aveva intuito, corpo e mente formassero un’unica unità inscindibile.
Per secoli, tuttavia, soprattutto nella cultura occidentale e a causa del peso filosofico di Cartesio, si è pensato che mente e corpo fossero scissi. Da qui, la medicina moderna ha sviluppato una forte tendenza alla specializzazione. Nel tentativo di semplificare, ha frazionato l’uomo, separando nettamente gli aspetti fisici da quelli mentali, e persino gli organi tra loro.
Rabbia, ansia, paura
È esperienza comune che quando una situazione esterna suscita in noi una reazione emotiva, rabbia, ansia, paura, il nostro corpo subisce delle vistose e rapide modificazioni fisiologiche:
- il cuore inizia a battere più velocemente.
- la pressione arteriosa aumenta.
- il respiro si fa sempre più veloce e profondo,
- i muscoli diventano più reattivi e vi è una maggiore attenzione agli stimoli che ci circondano.
Sotto la superficie avvengono modificazioni di cui non siamo consapevoli: il fegato mobilita gli zuccheri nel sangue per fornire energia immediata e le ghiandole endocrine rilasciano gli ormoni dello stress (come cortisolo e adrenalina) utili a sostenere la risposta biologica di “attacco o fuga“. Al contempo, le funzioni digerenti vengono momentaneamente inibite.
Il corpo come valvola di sfogo delle tensioni croniche
I fattori logoranti della vita quotidiana — come la conflittualità con il partner o con il capoufficio, il traffico, un lavoro opprimente, le scadenze impellenti e i pessimi rapporti con il vicinato — stimolano costantemente una serie di cambiamenti fisiologici legati alle risposte emotive.
Quando questa situazione di emergenza (distress) dura a lungo senza trovare una via d’uscita, si cronicizza. È in questo preciso momento che l’alterazione funzionale si trasforma in un disturbo organico più o meno pericoloso, e il corpo diventa l’unica valvola di sfogo per scaricare la tensione accumulata.

