Dipendenza dal gioco

Set 16, 2026

Disturbo da gioco d’azzardo

La dipendenza dal gioco è caratterizzata da un modo di giocare inadeguato e compulsivo che persiste nonostante le conseguenze negative che l’individuo subisce nella sfera lavorativa, sociale e affettiva.

Nel 1957, il filosofo Eugen Fink affermava che il gioco può essere paragonato a un’oasi di gioia, perché giocando ci si libera un po’ dall’ingranaggio della vita; è come se fossimo trasferiti in un altro mondo, dove la vita ci appare più leggera, più aerea, più felice.

Giocare è un modo per interrompere, spezzare la routine, prendersi una pausa, alleggerire il peso dell’esistenza.

La dipendenza dal gioco al pari di qualsiasi dipendenza patologica, si configura come difesa non adattiva. Essa permette alla persona di uscire da una realtà ordinaria attraverso sensazioni piacevoli alternative. Queste ultime vengono ricercate con sempre maggiore frequenza, quasi compulsivamente, come una soluzione patologica che permette di non sentire, di non pensare e, in ultima istanza, di non vivere.

Il desiderio di riscatto immediato da una condizione esistenziale aberrante o semplicemente noiosa, ciclicamente svanisce e si rinnova attraverso la giocata, l’attesa e il verdetto.

Il contesto attuale e le ricadute

Nella società di oggi, segnata da una profonda incertezza economica, aumenta il numero di persone che si affidano al gioco d’azzardo con l’aspettativa di accrescere i propri guadagni. Inoltre, mentre nel passato questo fenomeno apparteneva soprattutto al mondo maschile, oggi è notevolmente aumentato il numero delle donne dedite a questo passatempo.

Dopo che si è sviluppata una dipendenza dal gioco, ritrovare un rapporto sano con esso diventa un traguardo difficile da raggiungere. Si è osservato, difatti, che gran parte parte dei giocatori che interrompono e poi riprendono a giocare sviluppano nuovamente la dipendenza. Smettere di giocare definitivamente è la cosa migliore da fare, anche se è molto difficile riuscirci.

La prospettiva strategica: la logica cibernetica

In qualità di Psicologo Psicoterapeuta ad approccio strategico, affronto questo disturbo utilizzando i modelli teorici della cibernetica e della teoria dei sistemi.

Da questa prospettiva, la dipendenza non viene interpretata come una tara biologica o un trauma del passato da analizzare all’infinito, ma come un circolo vizioso regolato da un rapporto cibernetico, in cui ogni azione e reazione del giocatore finisce per autoalimentare il problema stesso.

Comportamenti come l’inseguimento delle perdite, il tentativo di controllare razionalmente le giocate, il calcolo delle probabilità o il nascondere i debiti sono “tentate soluzioni” disfunzionali. Più la persona si sforza di riprendere il controllo attraverso queste strategie, più ricarica il circuito della propria dipendenza, rimanendo intrappolata nel sistema.

Il mio intervento terapeutico si focalizza sulla struttura presente di questo circuito. Attraverso l’uso di stratagemmi clinici, ristrutturazioni e prescrizioni di comportamento specifiche per la logica del disturbo, l’obiettivo è introdurre un’informazione correttiva nel sistema per interrompere il feedback della compulsione. Modificando la percezione della realtà del paziente, l’automatismo del gioco si blocca dall’interno, restituendo alla persona la reale capacità di autodeterminazione.

Informazioni e contatti

Gentile visitatore visitatrice, se desidera avere maggiori informazioni o, chiedere un aiuto può chiamarmi al 3470716419 o, andare su contatti. Ricevo a Ciampino, via Alessandro Guidoni, Roma, zona Castro Pretorio.

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