Il disturbo borderline di personalità 

Mag 3, 2015

Il disturbo borderline di personalità (DBP) è tra quelli di personalità il più frequente. Fa il suo esordio solitamente nella prima età adulta ed è molto più diffuso tra le donne che negli uomini.

Con il termine borderline si fa riferimento un quadro clinico che si pone nel mezzo tra le nevrosi e le psicosi. In Parole semplici, il quadro di un borderline è più grave di un nevrotico, ma meno grave di un psicotico.

Questo disturbo di personalità è caratterizzato, essenzialmente, da un’alterazione del controllo degli impulsi, da instabilità affettiva, difficoltà nelle relazioni interpersonali, disturbi dell’identità.

In breve i borderline manifestano bruschi e repentini cambi di umore,  presenza di bruschi e repentini cambi di umore, comportamenti e relazioni interpersonali instabili, impulsività e mancanza di un’immagine definita e stabile di sé.

Nella psicopatologia del disturbo borderline di personalità i tratti di impulsività/aggressività rivestono un ruolo centrale, e ciò spiega il perché vi è l’inclinazione ad avere condotte potenzialmente dannose o pericolose, e del perché si è eccessivamente aggressivi sia verso se stessi che verso gli altri.

Nel disturbo borderline vi è, inoltre, anche la tendenza verso condotte suicidarie, e la difficoltà a gestire emozioni di rabbia eccessiva o immotivata.

Il disturbo borderline ha in comune con altri disturbi del controllo degli impulsi la tendenza al passaggio all’atto, infatti, è stato evidenziato una grossa similitudine tra il disturbo borderline e quello d’abuso di sostanze, il disturbo antisociale di personalità e i disturbi del comportamento alimentare.

Qui di seguito elenco tutti e nove i criteri diagnostici del DSM 5

  • Sforzi disperati di evitare un reale o immaginario abbandono.
  • Un quadro di relazioni interpersonali instabili e intense, caratterizzate dall’alternanza tra l’idealizzazione dell’altro e la sua svalutazione.
  • Alterazione dell’identità: immagine di sé e percezione di sé marcatamente e persistentemente instabili.
  • Impulsività in almeno due aree che sono potenzialmente dannose per il soggetto come ad esempio spendere
    eccessivamente, promiscuità sessuale, abuso di sostanze, guida spericolata, abbuffate, ecc.
  • Ricorrenti minacce, gesti, comportamenti suicidari, o comportamento auto-mutilante.
  • Instabilità affettiva dovuta ad una marcata reattività dell’umore (intensa disforia, irritabilità o ansia, che di solito durano da poche ore o pochi giorni).
  • Sentimenti cronici di vuoto.
  • Rabbia immotivata e intensa o difficoltà a controllare la rabbia (per es., frequenti accessi di ira o rabbia
    costante, ricorrenti scontri fisici).
  • Ideazione paranoide, o gravi sintomi dissociativi transitori, legati allo stress.

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