Sindrome del nido vuoto

Quando i figli vanno via

La sindrome del “nido vuoto” si riferisce ai sentimenti di tristezza e di dolore che sperimentano i genitori dal momento che i figli progressivamente si staccano da loro, avendo sempre maggiori impegni e interessi all'esterno fino a la sciare la casa genitoriale.

Quando i genitori tornatno a vivere da soli, il clima relazionale e psicoaffettivo viene modificato, tante abitudini e rituali che per anni, con la presenza dei figli avevano caratterizzato la vita dei due, sono modificati e il matrimonio può entrare in crisi.

In questa fase del ciclo di vita della famiglia, nella coppia genitoriale possono riemergere vecchi conflitti che i figli avevano oscurato o, manifestare una serie di comportamenti disfunzionali.

Infatti, nella fase post-genitoriale non solo si ha un marcato aumento di separazioni e divorzi, ma possono svilupparsi dipendenze e il consumo di ansiolitici e antidepressivi.

Il più delle volte a vivere con maggiore difficoltà questa fase sono le donne, soprattutto se non lavorano, e hanno investito tutto o quasi tutto sulla famiglia.

La coppia genitoriale, in questa fase, dovrebbe essere capace di sostituire al ruolo genitoriale, dei ruoli diversi focalizzati sul rapporto di coppia.

I molti vuoti lasciati dai figli, possono essere riempiti se i due reinvestono nella loro relazione, facendo cose desiderate, che avevano trascurato per dedicarsi ai figli.

Per concludere, i coniugi dovrebbero essere in grado di ridare spazio al rapporto di coppia per raggiungere una migliore qualità di interazione reciproca e maggiore intimità. Qualora questo risultasse difficile, può essere utile  intraprendere una psicoterapia di coppia o una psicoterapia individuale.

Gentile visitatrice visitatore, se desidera avere maggiori informazioni o chiedere un supporto può chiamare al 3470716419 o, cliccare su contatti, ricevo a Ciampino, via Alessandro Guidoni, Roma, zona Castro Pretorio.

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